Festival e Accademia Dino Ciani

Uno dei più grandi pianisti degli ultimi decenni, un angelo che si trovava incidentalmente sulla terra e presto tornò nella sua patria celeste.

Paolo Isotta • Corriere della Sera

Un punto di riferimento nella programmazione musicale nazionale e internazionale.

Corriere delle Alpi

Foto Bandion.it
Preziosa occasione d’incontro e di scambio tra pianisti di fama internazionale e giovani talenti della tastiera.

Il Giornale della Musica

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Musica d’alta quota e proposte artistiche di altissimo livello.

Il Gazzettino

Foto Giacomo Pompanin
Abbiamo bisogno di voi per portare musica e cultura a Cortina.

Jeffrey Swann

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Questo Festival si rinnova anno dopo anno sotto la direzione artistica di Jeffrey Swann.

Il Giornale della Musica

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Il Festival fa convergere nella conca ampezzana alcune delle più brillanti stelle del panorama musicale internazionale.

Corriere delle Alpi

Resta in me il ricordo di un artista purissimo, di un grande poeta della tastiera.

Riccardo Muti

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Un festival… con l’ambizione di diventare… la manifestazione musicale d’alta quota più importante d’Italia.

Corriere della Sera

Concerti, incontri, corsi di perfezionamento, per trasmettere anche ai più giovani ciò che Dino Ciani è stato e continua ad essere.

Amadeus

Il Festival

Robin e Marian

11 agosto 2016

Regia di Richard Lester, con Sean Connery, Audrey Hepburn e Robert Shaw (1976)

Cortina d’Ampezzo, Cristallo Hotel Spa & Golf
Ore 17.00

Ingresso: € 7

Sono ormai passati vent’anni da quando Robin Hood veniva acclamato dal popolo come l’eroe che “ruba ai ricchi per dare ai poveri”. Smessi quei panni, ora è al servizio di Riccardo Cuor di Leone nelle crociate. Morto quest’ultimo, Robin fa ritorno con il fedele compagno Little John alla foresta di Sherwood dove scopre che Marian, il grande amore della propria gioventù, ha da anni scelto una vita ritirata facendosi suora. La sua tranquillità, però, è ora a rischio perché lo sceriffo di Nottingham, acerrimo nemico di Robin, la vuole arrestare.

Il film segna il ritorno sul grande schermo, dopo nove anni di assenza, di Audrey Hepburn al fianco di una coppia di attori rodata come Sean Connery e Robert Shaw che già si erano trovati su fronti opposti nel film Agente 007 – Dalla Russia con amore.

Il regista Richard Lester sceglie di mostrare un Robin Hood diverso dal solito: non è l’eroe in calzamaglia verde che tutti conoscono, o meglio, non lo è più. E’ finito ormai il tempo delle grandi gesta eroiche per proteggere i poveri tartassati dallo sceriffo. Robin è fisicamente invecchiato, ma il suo spirito è ancora giovane e di certo non ha dimenticato il conto lasciato in sospeso con lo sceriffo. Per lui il tempo si è fermato venti anni fa. Vorrebbe ricominciare da allora, senza tener conto che nel frattempo gli altri sono cambiati, Marian compresa.

Proprio questo è il punto cardine del film: mostrare come anche la leggenda a un certo punto finisca. Robin, che lo voglia o meno, è costretto a prendere coscienza che il proprio tempo è giunto al termine. Le sue azioni hanno segnato, nel bene e nel male, anche chi gli stava vicino. Sarà Marian a ricordarglielo. Marian che, dopo l’abbandono senza neanche un saluto dell’uomo che amava e ama tuttora, ha tentato il suicidio e ha poi trovato conforto nel prendere i voti. A lei spetta dunque il difficile compito di costringere Robin a confrontarsi con la realtà. Il tempo è passato, le persone sono cambiate e non si può tornare indietro.

Lester, con questo film crepuscolare tutto giocato sui toni seppiati, riesce a rivisitare un mito rendendolo umano e mostrandone anche i suoi lati più deboli. Per chiuderne la parabola, il regista lascia però all’arciere l’ultima parola.

 

Gioia de Bigontina