Festival e Accademia Dino Ciani

Foto Bandion.it
Preziosa occasione d’incontro e di scambio tra pianisti di fama internazionale e giovani talenti della tastiera.

Il Giornale della Musica

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Un festival… con l’ambizione di diventare… la manifestazione musicale d’alta quota più importante d’Italia.

Corriere della Sera

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Il Festival fa convergere nella conca ampezzana alcune delle più brillanti stelle del panorama musicale internazionale.

Corriere delle Alpi

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Musica d’alta quota e proposte artistiche di altissimo livello.

Il Gazzettino

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Questo Festival si rinnova anno dopo anno sotto la direzione artistica di Jeffrey Swann.

Il Giornale della Musica

Un punto di riferimento nella programmazione musicale nazionale e internazionale.

Corriere delle Alpi

Uno dei più grandi pianisti degli ultimi decenni, un angelo che si trovava incidentalmente sulla terra e presto tornò nella sua patria celeste.

Paolo Isotta • Corriere della Sera

Concerti, incontri, corsi di perfezionamento, per trasmettere anche ai più giovani ciò che Dino Ciani è stato e continua ad essere.

Amadeus

Resta in me il ricordo di un artista purissimo, di un grande poeta della tastiera.

Riccardo Muti

Foto Giacomo Pompanin
Abbiamo bisogno di voi per portare musica e cultura a Cortina.

Jeffrey Swann

Il Festival

Mephisto

7 agosto 2016

Regia di István Szabó, con Klaus Maria Brandauer (1981)

Cortina d’Ampezzo, Cristallo Hotel Spa & Golf
Ore 17.00

Ingresso: € 7

Hendrik Höfgen è un attore teatrale che punta al successo, non solo sul palco di Amburgo dove recita, ma in tutto il paese. Invidioso della fama raggiunta da alcuni colleghi, fa di tutto per essere introdotto nell’alta società e sfruttarne i contatti. Raggiunto lo scopo, si mette in luce per le proprie doti di attore, ballerino e cantante. Il vero successo arriva, però, con l’interpretazione del ruolo di Mephisto di Goethe. Nel frattempo Hitler sale al potere. Molti colleghi di Hendrik lasciano il paese, ma lui – nonostante fosse originariamente di sinistra – sembra non accorgersi dei cambiamenti in atto e decide di restare perché la carriera è la cosa che più gli interessa. Nient’altro conta per lui.

Mephisto è il primo film ungherese a vincere l’Oscar come miglior film straniero nel 1982. Grande successo di pubblico e di critica che acclama il regista Istvàn Szabò come uno dei maggiori protagonisti del rinnovamento del cinema magiaro. L’opera è tratta dal romanzo di Klaus Mann sulla vita di Gustav Gründgens, suo ex-amico nonché straordinario attore che preferì assoggettarsi al nazismo pur di continuare ad essere famoso e ammirato da tutti.

Mephisto, com’è noto, è il Diavolo tentatore che, nell’opera di Goethe, convince Faust a vendergli l’anima. E’ capace di ogni cosa per sedurre Faust e, di conseguenza, una sua interpretazione ad alto livello non può che incantare qualsiasi pubblico. Hendrik ne è all’altezza, tanto da guadagnarsi l’ammirazione di uno dei più alti gerarchi del nuovo governo nazista. Così ogni porta si apre davanti a lui, compresa quella della direzione del teatro nazionale di Berlino. Ormai, pur di proteggere il proprio successo e la carriera, Hendrik non si fa più alcuno scrupolo. E’ pronto a fingere di non vedere cosa succede a chi non concorda con le idee del partito, anche quando si tratta di suoi colleghi. Hendrik è un perfetto Mephisto sul palcoscenico, ma in realtà è Faust nella vita. Ha venduto la propria anima in cambio della gloria. Non si accorge, però, che ormai è divenuto un burattino nelle mani di chi lo acclama sul palcoscenico. I vaghi tentativi di imporre una propria diversa visione verranno liquidati con disprezzo e derisione.

Solo nel finale capisce in che cosa è veramente coinvolto e si rende conto che non vi è più possibilità di uscirne. Nel mezzo di un’arena vuota, con i riflettori puntati addosso, si chiede: “Ma cosa vogliono da me? Dopo tutto, io sono solo un attore”.

 

Gioia de Bigontina